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Il Regno di eSwatini è il più piccolo paese in Africa meridionale: ha una superficie di circa 17.000 chilometri quadrati senza sbocco sul mare ed è, geograficamente, un’enclave del Sudafrica tranne per la parte orientale, dove confina con il Mozambico. La capitale è Mbabane.
Il paese è diviso in quattro regioni amministrative: Manzini, Hhohho, Lubombo e Shiselweni. Attualmente la popolazione (stimata) è pari a 1,23 milioni di persone. Il 43% della popolazione ha meno di diciotto anni e il 12% ha da 0 a 4 anni. La speranza di vita è di 64 anni (dati Banca Mondiale e Unicef, 2023).

La popolazione dell’eSwatini è al 75% rurale. Secondo la più recente overview della Banca mondiale, nel 2024 la crescita economica è state del 4,8% rispetto al 3,4% nel 2023. La crescita nel settore agricolo è stata trainata in particolare dall’aumento nella produzione di zucchero, mentre l’industria manifatturiera, in particolare i concentrati di bibite e lo zucchero, ha beneficiato dell’aumento della domanda esterna. L’industria mineraria ha registrato un aumento della produzione di carbone.

Nonostante questo, circa il 53% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà a reddito medio-basso, pari a 3,65 dollari al giorno. Il tasso di disoccupazione è salito dal 23% nel 2016 al 35% nel 2023 e le opportunità di lavoro sono concentrate nel settore informale. La povertà persiste in parte a causa della mancanza di posti di lavoro di qualità: l’occupazione si concentra in attività a basso valore aggiunto, come l’agricoltura di sussistenza, e in posti di lavoro di bassa qualità: il 40,8% degli occupati è nel settore informale.


Nel 2018 (ultimo dato disponibile) il tasso di alfabetizzazione dei giovani fra i 15 e i 24 anni era del 95% e la frequenza alla scuola primaria da parte dei bambini nel gruppo in età da frequentare quel grado scolastico era del 98% (dato 2014) e il tasso di completamento scolastico nel grado primario era del 70% (dati UNICEF). Gli alti livelli di povertà comportano un’elevata vulnerabilità della popolazione rispetto all’insicurezza alimentare e un’estesa esposizione all’impatto di HIV/AIDS e tubercolosi: nel 2022 la quota di popolazione che viveva con l’Hiv era intorno al 26%.

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